domenica , 22 ottobre 2017
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Piazza San Silvestro tra arte e storia

La storia urbanistica della piazza

Situata nel Rione Colonna, racchiusa tra via della Mercede, via del Pozzetto e via di San Claudio, Piazza San Silvestro sorge su un luogo sacro originariamente occupato dal “Tempio del Sole”, fatto costruire da Aureliano nel 273 d.C. in onore del Sol Invictus a seguito della conquista di Palmira, di cui probabilmente restano delle colonne e dei frammenti che vennero recuperati nel cortile della chiesa di San Silvestro in Capite da cui prende il nome la piazza. L’edificio di culto venne costruito nel VIII secolo per volere di papa Paolo I e venne affiancato da un convento che in epoca moderna venne prima destinato al Ministero dei Lavori Pubblici e dal 1870 venne occupato dal palazzo delle Poste e Telegrafi, subendo degli interventi architettonici che interessarono tra l’altro l’aspetto della facciata esterna.

Alla fine dell’Ottocento al centro della piazza venne posta una statua in marmo di Metastasio opera del fiorentino Emilio Gallori che venne successivamente spostata agli inizi del Novecento in Piazza della Chiesa Nuova per liberare lo spazio ristretto, dove insisteva anche una fila di case che divideva Piazza San Silvestro dalla vicina Piazza di S.Claudio. Questa separazione venne annullata negli anni Trenta dal regime fascista che, snaturando l’originaria struttura urbanistica, demolì il blocco di edifici per allargare via del Corso e costruire Palazzo Marignoli che prese il posto del Convento delle Agostiniane.

Tra gli anni Quaranta e Cinquanta subì una nuova trasformazione, divenendo il maggior capolinea di autobus e filobus che collegavano il centro della città ai quartieri periferici.

Tale conformazione rimase tale fino al 2011, quando si decise per una riqualificazione della piazza affidando la progettazione all’architetto Paolo Portoghesi. Il nuovo assetto comportò lo spostamento dei capolinea e la pedonalizzazione della piazza, interamente ripavimentata con lastre di basalto, sampietrini e asfalto fonoassorbente; vennero abbattute le barriere architettoniche e creati dei percorsi tattili per i non vedenti. Quattro grandi panchine in travertino, che richiamano nel disegno quelle progettate da Michelangelo per Piazza del Campidoglio, delimitano l’area, rendendola luogo d’incontro che si presta ad accogliere diversi tipi di manifestazioni culturali.

Belle epoque piazza san silvestroLa Belle Epoque romana

Nel 1887 vennero inaugurati i primi Grandi Magazzini della capitale, ispirati ai ben più noti parigini Printemps o Le Bon Marché. La struttura commerciale, dedicata “Alle città d’Italia” come visibile in un’iscrizione sotto il cornicione, venne costruita a ridosso della piazza, affacciata su via del Corso, configurandosi in una struttura innovativa per l’epoca: una pianta libera con elementi strutturali in ghisa e ampie vetrate espositive su strada.

Il successo non fu solo economico, ciò che avevano portato i fratelli Bocconi, imprenditori del Nord Italia che avevano già sperimentato a Milano una soluzione simile a quelle nate a Parigi in quegli stessi anni, era un nuovo gusto di fare compere, dedicato a una borghesia sempre più esigente che adesso poteva muoversi tra i livelli del negozio usando degli ascensori a movimentazione idraulica e ammirare appagati dall’ultimo piano l’ampio vuoto centrale inondato di luce dal grande lucernario in copertura e il fermento delle persone intente ad acquistare una moltitudine di oggetti prodotti su larga scala e prezzi fissi.

La proprietà e l’intera catena commerciale passarono poi in altre mani e il nome mutò in quello che fino a qualche anno fa conoscevamo come “La Rinascente”, nome suggerito da Gabriele D’Annunzio nel 1917.

Suggerimenti

Se l’architettura dei Magazzini “Alle città d’Italia” vi ha affascinato, potreste trovare interessante un confronto con una struttura moderna in vetro e acciaio combinati in un reticolo geometrico che poggia sulla terrazza panoramica dell’Ex Unione Militare, su via del Corso. E’ la Lanterna, progettata da Massimiliano Fuksas, un ampio spazio che per la sua conformazione si presta per eventi aziendali, congressi, concerti o servizi fotografici.

Se invece volete restare in atmosfera parigina potrete ritrovare lo stile della Belle Epoque negli interni del ristorante Club Epoque, a piazza Barberini, dove potrete passare una piacevole serata gustando deliziosi piatti accompagnati da ottimo vino e intrattenuti da piacevoli spettacoli.

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