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Veneziane Fotovoltaiche: Come Funzionano e Quanto Fanno Risparmiare

Le veneziane fotovoltaiche sono schermature solari composte da lamelle capaci di controllare la luce e, nello stesso tempo, produrre energia elettrica. Possono essere installate davanti alle finestre, integrate nella facciata oppure inserite all’interno di sistemi vetrati progettati appositamente.

Il principio è simile a quello di una normale veneziana: modificando l’inclinazione delle lamelle si regola la quantità di radiazione solare che raggiunge il vetro. La differenza è che sulle lamelle sono presenti celle fotovoltaiche, collegate elettricamente tra loro e a un sistema di conversione dell’energia.

Questa soluzione svolge quindi due funzioni. Da una parte genera elettricità; dall’altra limita l’ingresso diretto del sole, contribuendo a ridurre abbagliamento e surriscaldamento degli ambienti. Il risparmio non deriva perciò soltanto dai chilowattora prodotti, ma può comprendere anche una riduzione dell’energia utilizzata per il raffrescamento.

Non bisogna però considerare le veneziane fotovoltaiche come un’alternativa automaticamente equivalente a un impianto installato sul tetto. La superficie disponibile è generalmente inferiore e le lamelle possono ombreggiarsi reciprocamente. Per stimare la convenienza servono dati precisi su potenza, orientamento, posizione e modalità di utilizzo.

Che cosa sono le veneziane fotovoltaiche

Le veneziane fotovoltaiche appartengono alla categoria del fotovoltaico integrato negli edifici, indicato spesso con la sigla BIPV. In questi sistemi il componente fotovoltaico non viene semplicemente aggiunto alla costruzione, ma svolge anche una funzione architettonica, come copertura, rivestimento, parapetto o schermatura solare.

L’Agenzia internazionale dell’energia include tra le applicazioni BIPV proprio i dispositivi di controllo solare, come frangisole, persiane, lamelle e veneziane. Il componente deve quindi essere valutato sia come generatore elettrico sia come parte dell’involucro edilizio.

Le celle possono occupare tutta la superficie della lamella oppure soltanto una parte. I conduttori elettrici vengono integrati nella struttura e devono poter seguire i movimenti della schermatura senza subire sollecitazioni eccessive.

Alcuni sistemi consentono soltanto di modificare l’inclinazione delle lamelle, mentre altri permettono anche il completo sollevamento della veneziana. La regolazione può essere manuale, motorizzata oppure automatizzata attraverso sensori di luce, temperatura e posizione del sole.

Come viene prodotta l’elettricità

Le celle presenti sulle lamelle trasformano la radiazione solare in corrente elettrica continua. I collegamenti convogliano l’energia verso un regolatore o un inverter, che la rende utilizzabile dall’impianto elettrico dell’edificio.

La produzione dipende dall’intensità della luce ricevuta e dall’angolo con cui i raggi colpiscono le celle. Una lamella perfettamente esposta può produrre più energia, ma potrebbe anche bloccare una quantità eccessiva di luce naturale. Una posizione più aperta favorisce invece l’illuminazione interna, riducendo però la superficie direttamente esposta al sole.

La regolazione deve quindi trovare un equilibrio tra produzione elettrica, ombreggiamento e comfort visivo. Nei sistemi automatici, l’angolo può essere modificato durante la giornata per seguire il percorso solare o limitare l’abbagliamento.

Le lamelle non lavorano sempre nelle condizioni ideali. Quelle superiori possono fare ombra a quelle inferiori, mentre edifici vicini, balconi e vegetazione possono ridurre ulteriormente la radiazione disponibile. Per questo motivo la potenza nominale non coincide con la produzione reale durante l’anno.

Installazione esterna, interna o integrata nel vetro

Le veneziane installate all’esterno intercettano la radiazione prima che raggiunga la superficie vetrata. Questa configurazione è generalmente più efficace nel limitare il surriscaldamento estivo, perché una parte consistente dell’energia solare viene bloccata prima di entrare nell’edificio.

La posizione esterna espone però il sistema a pioggia, vento, polvere e variazioni di temperatura. Lamelle, cavi, motore e collegamenti devono quindi essere progettati per resistere agli agenti atmosferici.

Una veneziana collocata all’interno dell’ambiente è più protetta e facilmente accessibile, ma il vetro riduce una parte della radiazione disponibile. Inoltre, il calore prodotto tra finestra e schermatura può rimanere all’interno della stanza, limitando il beneficio sul raffrescamento.

Esistono anche soluzioni inserite nell’intercapedine di una facciata a doppia pelle o di un sistema vetrato. Questa configurazione protegge le lamelle, ma richiede una progettazione coordinata dell’involucro. L’assenza di una ventilazione sufficiente può aumentare la temperatura delle celle e ridurne la resa: il manuale europeo PVGIS segnala che i moduli completamente integrati e poco ventilati possono raggiungere temperature sensibilmente superiori rispetto ai pannelli con aria libera sul retro.

Quali vantaggi possono offrire

Il principale interesse delle veneziane fotovoltaiche deriva dalla loro capacità di combinare più funzioni senza occupare il tetto o altre superfici dell’edificio.

I vantaggi possibili comprendono:

  • produzione locale di energia elettrica attraverso una superficie già utilizzata per la schermatura;
  • controllo della luce naturale e riduzione dell’abbagliamento vicino alle finestre;
  • minore ingresso di calore solare durante i mesi più caldi;
  • possibilità di utilizzare facciate verticali quando il tetto è piccolo, ombreggiato o non disponibile;
  • regolazione dell’inclinazione in base all’orario e alle condizioni climatiche;
  • integrazione architettonica più discreta rispetto ad alcuni impianti fotovoltaici tradizionali.

Il beneficio dipende però dalla progettazione. Tenere le lamelle sempre chiuse per massimizzare l’ombra può aumentare l’utilizzo dell’illuminazione artificiale. Orientarle esclusivamente verso la massima produzione può invece creare abbagliamento o limitare la vista verso l’esterno.

Quanto producono le veneziane fotovoltaiche

Non esiste un valore di produzione valido per ogni installazione. Per effettuare una stima bisogna conoscere innanzitutto la potenza di picco complessiva, espressa in watt picco, e non soltanto le dimensioni esterne della finestra.

Una veneziana larga due metri e alta due metri non dispone necessariamente di quattro metri quadrati di superficie fotovoltaica. Tra le lamelle sono presenti spazi, elementi meccanici e zone non occupate dalle celle. Inoltre, la superficie attiva cambia inclinazione durante il funzionamento.

La produzione annuale dipende principalmente da posizione geografica, orientamento della facciata, ombre, inclinazione delle lamelle, temperatura delle celle e rendimento dell’elettronica. Anche il programma di apertura e chiusura incide: una veneziana sollevata per buona parte del giorno non può produrre come una schermatura sempre esposta.

Per una valutazione attendibile è possibile utilizzare dati climatici e strumenti di simulazione come PVGIS, specificando posizione, potenza e caratteristiche dell’installazione. Il calcolo dovrebbe comunque essere adattato alla geometria delle lamelle, perché i simulatori fotovoltaici tradizionali sono generalmente pensati per superfici fisse e uniformi.

Un esempio di risparmio sulla produzione elettrica

Si può considerare, a titolo puramente esemplificativo, una veneziana con una potenza complessiva di 200 watt picco. Supponendo una produzione annuale compresa tra 180 e 260 chilowattora e un autoconsumo dell’80%, l’energia utilizzata direttamente nell’edificio sarebbe compresa tra 144 e 208 chilowattora.

Assumendo, soltanto per costruire l’esempio, un costo evitato dell’energia pari a 0,30 euro per chilowattora, il risparmio diretto in bolletta sarebbe di circa 43-62 euro all’anno.

Una potenza da 400 watt, nelle stesse condizioni, potrebbe indicativamente raddoppiare produzione e risparmio. Non sarebbe però corretto applicare automaticamente questi valori a ogni finestra. Un’esposizione a nord, un edificio vicino o una gestione poco favorevole delle lamelle possono ridurre notevolmente il risultato.

Il calcolo può essere espresso in questo modo:

Risparmio elettrico annuo = energia prodotta e autoconsumata × costo evitato per kWh

L’energia ceduta alla rete non produce necessariamente lo stesso valore economico dell’energia autoconsumata. Per questa ragione è importante capire quanta produzione coincida con i consumi diurni dell’edificio.

Il risparmio sul raffrescamento

La produzione elettrica rappresenta soltanto una parte del beneficio. Le veneziane esterne possono ridurre il calore che attraversa le finestre, diminuendo il lavoro richiesto al condizionamento durante l’estate.

Il risultato è particolarmente interessante sulle facciate esposte a sud, sud-est, sud-ovest e ovest. Le finestre rivolte a ovest ricevono radiazione nelle ore pomeridiane, quando gli ambienti possono essere già caldi e il sistema di raffrescamento è spesso in funzione.

Quantificare questo risparmio richiede però una simulazione energetica dell’edificio. Incidono superficie e prestazioni dei vetri, isolamento, clima, orientamento, dimensioni della stanza, presenza di persone e temperatura impostata.

Anche il controllo delle lamelle è determinante. Studi sulle schermature dinamiche mostrano che strategie di regolazione ben progettate possono ridurre i consumi per raffrescamento e migliorare il comfort luminoso, ma i risultati ottenuti su un determinato edificio non possono essere trasferiti automaticamente a tutti gli altri.

Durante l’inverno l’ombreggiamento potrebbe invece sottrarre apporti solari gratuiti. Un controllo automatico dovrebbe quindi aprire o orientare le lamelle quando l’irraggiamento può contribuire utilmente al riscaldamento degli ambienti.

Veneziane fotovoltaiche o pannelli sul tetto

Un normale impianto in copertura dispone generalmente di superfici più ampie, orientamento più uniforme e minori interferenze tra i moduli. Per questo motivo tende a produrre più energia a parità di potenza installata.

Le veneziane fotovoltaiche diventano interessanti quando svolgono una funzione aggiuntiva che sarebbe comunque necessaria. Il confronto economico dovrebbe quindi essere effettuato tra il costo di una schermatura tradizionale e il sovrapprezzo necessario per renderla fotovoltaica, non soltanto tra il suo prezzo totale e quello dei pannelli convenzionali.

Possono risultare utili anche negli edifici con grandi superfici vetrate, nei quali l’ombreggiamento estivo è già una priorità. In questo caso la produzione elettrica si aggiunge al beneficio termico e visivo.

Se l’obiettivo è esclusivamente ottenere il maggior numero possibile di chilowattora al minor costo, una copertura ben esposta rimane spesso più favorevole. Le veneziane hanno maggiore senso quando si cercano contemporaneamente energia, schermatura e integrazione architettonica.

Quando possono essere convenienti

Questa tecnologia può essere valutata soprattutto su uffici, edifici commerciali, scuole e abitazioni dotate di ampie vetrate esposte al sole. La presenza di consumi elettrici durante il giorno aumenta la possibilità di utilizzare immediatamente l’energia prodotta.

Può essere interessante anche quando non è possibile installare pannelli sul tetto, oppure quando la copertura è già occupata da impianti, terrazze o vincoli tecnici. Le facciate diventano così superfici produttive senza perdere la loro funzione principale.

La convenienza diminuisce sulle finestre rivolte prevalentemente a nord, fortemente ombreggiate o utilizzate poco. Anche una superficie vetrata molto piccola potrebbe produrre una quantità di energia troppo limitata per giustificare la maggiore complessità del sistema.

Negli edifici storici o sottoposti a tutela, la modifica della facciata deve essere verificata prima dell’installazione. Anche in condominio possono essere necessari controlli relativi a estetica, proprietà delle parti esterne e sicurezza.

Che cosa verificare prima dell’acquisto

Un preventivo dovrebbe permettere di distinguere chiaramente le prestazioni fotovoltaiche da quelle della schermatura.

È opportuno verificare:

  • potenza nominale complessiva e superficie realmente occupata dalle celle;
  • produzione annuale stimata, con indicazione di orientamento, ombre e ipotesi utilizzate;
  • posizione esterna, interna o integrata nel sistema vetrato;
  • possibilità di orientare e sollevare le lamelle;
  • modalità di collegamento all’impianto elettrico e caratteristiche dell’inverter;
  • comportamento in presenza di ombreggiamento parziale tra le lamelle;
  • resistenza al vento e agli agenti atmosferici;
  • consumo del motore e del sistema di controllo;
  • accessibilità per pulizia, manutenzione e sostituzione dei componenti;
  • garanzie distinte per celle, elettronica, motorizzazione e struttura.

La stima economica dovrebbe separare il risparmio dovuto alla produzione fotovoltaica da quello ipotizzato per il raffrescamento. Inserire entrambi in un’unica percentuale generica rende difficile capire su quali dati si basi il risultato.

Manutenzione e durata

Le celle devono rimanere sufficientemente pulite per ricevere la radiazione solare. Polvere, residui atmosferici e sporco possono accumularsi sulle lamelle, soprattutto nelle installazioni esterne e in prossimità di strade trafficate.

La pulizia è più delicata rispetto a quella di una veneziana tradizionale, perché bisogna evitare danni a collegamenti e superfici fotovoltaiche. È quindi importante che le lamelle siano raggiungibili senza smontaggi complessi.

La presenza di parti mobili introduce componenti soggetti a usura. Motore, cerniere, sistemi di orientamento e cavi flessibili devono continuare a funzionare per migliaia di cicli. La durata delle celle può essere elevata, ma il sistema complessivo dipende anche dalla qualità della meccanica e dell’elettronica.

Un guasto non blocca necessariamente la produzione dell’intera veneziana, ma questo dipende dalla configurazione elettrica. Collegamenti progettati male possono fare in modo che una lamella ombreggiata o danneggiata riduca le prestazioni di una sezione più ampia.

Quanto tempo serve per recuperare l’investimento

Il tempo di rientro dipende dal sovrapprezzo rispetto a una schermatura tradizionale e dal risparmio annuale complessivo. Considerare soltanto l’elettricità prodotta può portare a tempi piuttosto lunghi, soprattutto su finestre di dimensioni contenute.

Il calcolo dovrebbe comprendere il valore dell’energia autoconsumata, la riduzione del raffrescamento, gli eventuali costi evitati per una schermatura separata e le spese di manutenzione. Devono invece essere esclusi benefici generici non dimostrabili, come incrementi automatici del valore dell’immobile.

Un edificio con grandi vetrate esposte a ovest e forte utilizzo del condizionamento potrebbe ottenere un vantaggio maggiore rispetto a un’abitazione con finestre piccole, vetri già molto selettivi e consumi estivi ridotti.

Per questo motivo non è attendibile promettere una percentuale fissa di riduzione della bolletta. Le veneziane fotovoltaiche possono contribuire al bilancio energetico, ma raramente rappresentano da sole una soluzione capace di coprire una quota elevata dei consumi domestici.

Una tecnologia da valutare per la doppia funzione

Le veneziane fotovoltaiche trasformano una schermatura solare in una superficie capace di produrre elettricità. Il loro valore principale deriva dall’unione tra controllo della luce, riduzione degli apporti solari e generazione energetica.

Il risparmio dipende dalla potenza effettiva, dall’esposizione e dalla quantità di energia utilizzata direttamente nell’edificio. A questo può aggiungersi una riduzione dei consumi per raffrescamento, che deve però essere stimata sulla base delle caratteristiche reali degli ambienti.

La soluzione è particolarmente interessante per facciate vetrate, edifici con consumi diurni e situazioni nelle quali il tetto non è disponibile. Risulta meno conveniente su superfici piccole, ombreggiate o orientate in modo sfavorevole.

Prima di scegliere è quindi necessario richiedere una simulazione trasparente, separando produzione elettrica e beneficio termico. Solo così è possibile capire se la doppia funzione delle veneziane giustifichi il maggiore investimento rispetto a una schermatura tradizionale.

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